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Gran bazar di TEHERAN

 

La vita delle antiche città persiane si svolgeva tutt’intorno al bazar; nulla è cambiato attraverso i secoli,perché il bazar è ancora oggi il luogo che contiene la più grande vitalità.Il bazar è un microcosmo di odori,sapori e suoni dove tutto si vende e si acquista e dove i visitatori sono avvolti dalla ricchezza cromatica dell’universo magico dell'Oriente. 

Ci sono due mercati in Teheran,quello a nord della città ed il Gran Bazar al sud.

 Quest'ultimo venne costruito alla fine del XIX secolo.Ha diversi ingressi : Sabze-Meydan è l'ingresso principale.

Oltre ai negozi,nel Grand Bazaar ci sono moschee,pensioni e banche.Dapprima era costituito da 36 bazar tematici o settoriali e si chiamava il Grande Bazar ( in persiano  Bazar-e Bozorg ),forse il padre di tutti i bazar in Iran: è decisamente monumentale! Esso è composto da 20 kilometri quadrati di intricati corridoi,è immenso,incredibile;le parole non possono rendere l'idea delle dimensioni di questo bazar e della confusione che vi regna; merita davvero una visita se si vuole provare a immaginare la vita iraniana,incomprensibile per gli europei! Inutile dire che c'è di tutto e che ogni tunnel tratta una materia differente,dai tappeti persiani alle spezie.

Un immenso dedalo di vicoli traboccanti di negozi,clienti,prodotti di ogni tipo e carretti pieni di mercanzia che vanno e che vengono ;è un bazar nel vero senso della parola,non c’è un momento di tranquillità o di minore affollamento,è sempre una baraonda di clienti,fattorini,venditori,pistacchi e tappeti persiani.È un posto in cui la gente si ritrova,contratta con i negozianti,si agita per ottenere prezzi bassi,trova i prodotti che cercava e torna a casa soddisfatta.

 La maggior parte dei negozi vende all'ingrosso,quindi i prezzi sono molto più bassi.

Da non perdere assolutamente è un negozio “khoshkbar che,in pratica, è un negozio in cui vendono noci,frutta secca e semi (come i semi di girasole).Gli Iraniani in genere mangiano molti pistacchi,mandorle, nocciole ecc… Ci sono anche semi che vengono essiccati e speziati per essere mangiati come spuntini,semi come quelli di zucca,di anguria e di girasole.Altri negozi da non perdere sono i negozi di artigianato che vengono chiamati Sanaye dasti in persiano; sono i più belli che esistano:adorabili vestiti tradizionali per bambini,utensili tradizionali iraniani fatti in rame,infine,si possono ammirare oggetti d'artigianato in ceramica di colore blu che rientrano in uno specifico campo artistico che si chiama “Mina Kari”:il lavoro di mina consiste in pratica nel dipingere e disegnare su rame,argento e oro utilizzando colori speciali.Siccome oggi l'oro è molto costoso,la maggior parte di queste opere vengono fatte in rame o ceramiche cinesi.

Ci sono anche le “case da tèche offrono al turista un luogo in cui riposarsi e osservare come la vita fluisce in quest´angolo della città .Oggi il Gran Bazar è ancora un importante luogo di commercio; tuttavia,gran parte del commercio della città è stata spostata in nuove parti signorili e di alto livello del nord di Teheran.

Il Gran Bazar di Teheran costituisce il cuore dell’economia del Paese e occupa un posto molto importante nella società iraniana che lo considera una forza del conservatorismo in quanto incarna i forti legami che esistono tra il clero e i commercianti della classe media.La Rivoluzione del 1979 ricevette,infatti,un forte sostegno da queste forze che rappresentavano un centro di finanziamento pro-rivoluzionari.

Diverse erano le ragioni alla base del sostegno apportato alla rivoluzione da parte della classe commerciante del bazar.

La prima era che il governo dello scià Mohammed Reza Pahlavi era visto dai bazaari come un fatto negativo; essi,infatti,ritenevano l'industrializzazione del paese,voluta dallo scià,una perdita di terreno per i loro commerci;temevano,infatti,che sarebbero stati lasciati indietro e che il loro status nella società ne avrebbe risentito fortemente.

 Allo stesso modo,un'altra valida ragione di sostegno alla rivoluzione da parte di queste forze economiche tradizionali era che,non solo a Teheran ma in tutto l'Iran,esse non avevano beneficiato del boom petrolifero del 1974-1978.

 Ancora oggi il Gran Bazar continua in gran parte a sostenere l'establishment perché le forze politiche conservatrici spesso adottano una bassa tassazione nei confronti dei bazar.

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