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Notizie su TORRE AZADI

 Nel 1966 l’’architetto ventiquattrenne Hussein Amanat vince il bando indetto dallo scià di Persia,Mohammad Reza Pahlavi,per progettare la porta di ingresso monumentale della capitale,situata nei pressi dell’allora aeroporto internazionale Mehrabad,in occasione della celebrazione dei 2.500 anni dell’impero persiano,avvenuta nel 1971.

Questa struttura ospita il “cilindro di Ciro il Grande”,un cilindro in terracotta rinvenuto a Babilonia nel 1879,voluto da Ciro II nel 539 a.C. per legittimare la sua presa di potere a Babilonia e rivolto agli stessi babilonesi.

 Il nome designato al monumento è Shahyad, “il memoriale dello Scià”.

Teheran, 1979:la natura del monumento di Teheran si raffigura nella volontà di libertà che il popolo persiano reclama proprio in questa piazza negli anni della Rivoluzione,libertà che in persiano si traduce con “azadi”,nome che da quegli anni è attribuito al monumento: ecco il motivo che fa del monumento uno dei simboli dell’identità persiana moderna e contemporanea.

Cinque gli ettari coperti dalla piazza, quarantacinque metri di altezza, ottomila blocchi di marmo bianco di Isfahan, una possente anima in cemento e un mosaico di “maioliche” (in persiano moharrag) azzurre che ne esaltano le forme e slanciano l’edificio.

 

La struttura,vero balcone su Teheran,si ispira alle torri del vento, anch’esse appartenenti al ricco patrimonio di conoscenze ingegneristiche persiane.Affacciandosi, è possibile ammirare il panorama della città,vedere la rivaleggiante Torre Milad e la corona dei monti Elburz che cinge la città. L’esterno del monumento è bianco con sfumature di azzurro,l’interno,invece, è grigio,il colore originario del cemento.Possiamo notare un articolato complesso di geometrie e architetture che sostengono nobilmente la struttura; nella cupola interna dell’edificio è presente il tema geometrico-mistico della “stella”.Se l’esterno è dunque ricco di simbologie,l’interno è invece “intimo”e ciò rappresenta una dicotomia onnipresente nella cultura persiana.

 L’ingresso avviene da sottoterra attraverso un cortile,elemento tipico delle abitazioni persiane tradizionali;dopo il cortile si attraversa un tunnel temporale:si trova,infatti,al piano sotterraneo l’Azadi cultural complex,uno spazio dedicato a delle esposizioni permanenti sulla cultura persiana attraverso i secoli,suddiviso in tre aree.Una di queste è il “teatro audiovisivo”: creato nel 1975, è un invito alla scoperta delle diversità geografiche e naturali dell’Iran, congiuntamente a quella del patrimonio storico:un’immersione in una musealizzazione all’avanguardia negli anni Settanta,realizzata da una compagnia cecoslovacca o ancora la Exhibition hall,cuore delle fondamenta,nella quale si conservano oggetti dell’artigianato persiano.Si trovano inoltre nei sotterranei della torre un museo dedicato agli eventi successivi alla Rivoluzione,una biblioteca che conserva 2.000 volumi e una sala cinematografica,teatrale e per concerti.La Torre Azadi è lo scrigno che conserva e simboleggia gli elementi più importanti della civiltà persiana.  

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